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Grande inaugurazione delle mostre al Centro Culturale Bafile



       

 Sono state inaugurate, con grande successo, venerdì scorso, due importanti mostre presso gli spazi espositivi del Centro Culturale Bafile.

Nelle sale del piano terra hanno trovato posto ben 45 modelli di Motoguzzi: dalla “normale” della prima metà degli anni ’20 alla più moderna California ad iniezione elettronica. Non manca il classico Falcone l’Astore, la Superalce, il Falcone sport ed il Galletto, moto semi carenata in forze, nell’Italia del dopoguerra, a molti parroci di città e di campagna, fa bella mostra di sé anche una fiammante “corsa due valvole”, potente, veloce, vincente e molto rara.
Sono tre le sale dedicate alle Motoguzzi, nelle varie loro fasi di evoluzione e nell’ ultima sala, dotata della migliore tecnologia multimediale, sono previste riunioni e conferenze sulla storia della Motoguzzi e sulle sue imprese sportive. Troviamo anche le tre Motoguzzi che nel 2007 sono andate da Caorle a Capo Nord con, alla guida, i soci dell’associazione Adriano Trevisan, Giovani Marafon e Mario Bolzan: oltre 4000 km percorsi in 17 giorni tra pioggia, alci e tempeste di neve, su Falcone Sport, Astore e Falcone Turismo. Una avventura indimenticabile di cui ha lungamente parlato la stampa e che ore è documentata dalle foto e dal video dell’impresa e che verrà a breve illustrata in un incontro dedicato. Ma com’è nata questa impresa incredibile? Pare tutto sia partito da una forma veramente patologica del Presidente e proprietario delle moto, il colonnello Adriano Trevisan, che è, affetto da “gerontofilia motociclistica”, vale a dire che quando si imbatte in una moto vecchia, brutta, ruggine e naturalmente non funzionante, viene preso da un desiderio irrefrenabile di adottarla e portarsela a casa. Moglie ed amici hanno sempre visto la cosa con superficialità e simpatia, ma quando le moto sono cresciute di numero e sono arrivate ad essere 54, si sono un po’ imposti ed hanno partorito l’idea di far una mostra museo monomarca.
Dopo il taglio del nastro la mostra si è subito riempita di visitatori che hanno assalito di domande soprattutto i soci che nel 2007 sono andati a Capo Nord, la “cima del mondo” con 3 Motoguzzi di sessant’anni. Sembrava il racconto del nonno ai bambini… i bambini di una volta. E forse è proprio questo il valore vero della mostra. Far ammirare vecchie signore che hanno motorizzato l’Italia, ma anche raccontare la storia della nostra gente, una favola meravigliosa fatta di sacrifici, lavoro, senso del dovere e della famiglia, una storia infinita che si ripete e che attraverso le Motoguzzi, messe in ordine di data di costruzione, viene raccontata ai nostri turisti che amano Caorle, per la sua venezianità, per la sua storia di pescatori, per il suo mare ancora pescoso e oggi anche per le storie raccontate dalle 54 Motoguzzi di Adriano.

Spostandosi al piano superiore, invece, facciamo un tuffo nella contemporaneità dell’arte “pop relazionale” di Enrico Cecotto, qui presente con la sua esposizione intitolata “Verso il mare” e, appunto, dedicata all’elemento fondamentale del mare.
Arte “pop relazionale” proprio perché attraverso le sue opere il visitatore si trova immerso in un’esperienza multisensoriale ed interattiva di benessere e positività grazie all’uso sapiente di colori che ricordano il mare e la Città di Caorle: una rilettura in chiave pop della città marinara, di buon auspicio per il ritorno alla vita di tutti noi.
Assolutamente da non perdere gli Squali: le opere di pitto-scultura facenti parte della collezione Sharks (già esposta in tutto il mondo). Gli squali rappresentano la proiezione dell’uomo che sa ascoltare i propri istinti e che lotta per ottenere ciò che desidera, combattendo contro una società liquida dove l’unico modo per sopravvivere è non arrendersi, affrontando le continue sfide che la vita pone, anche questo un messaggio che non possiamo non accogliere e fare nostro.

Ma le opere di Cecotto ci parlano anche di sostenibilità ambientale, del rispetto dei nostri mari e delle sue creature. Spesso vengono infatti utilizzati oggetti di recupero che riprendono nuova vita sotto forma di opera d’arte, ecco quindi che l’arte non è solo bella, ma anche buona e giusta.

Ambedue le mostre sono visitabili, con ingresso libero e gratuito, tutti i giorni dalle 9.00 alle 22.00 fino al 31 agosto 2021

Data creazione: 05-07-2021 | Data ultima modifica: 05-07-2021

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